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Thank you

Un piatto gigante di noodles e i maledetti dumplings. L’uomo in mutande che faceva la spesa a Marylebone. Sederci sul bus a due piani, proprio in posizione turista, e – non te l’ho detto – il panico quando sembrava che l’autobus svoltasse dalla parte sbagliata. Atterrare a Bergamo, salire in macchina e pensare che anche qui va tutto al contrario. La fabbrica di sigarette in stile new egyptian con i gatti neri sulla facciata. La sfilata di modest fashion e la battuta sui burka. Le vesciche ai piedi e i polpacci duri. Parlare così a lungo che ti si secca la lingua. Con la scusa di goderci il sole, sederci a riposare e parlare di omofobia e maschilismo. Raccontare perché una cosa mi rende infelice e rendermi conto che è tutta una mia paranoia. Parlare di sesso, di figli, di Kodak e business model. Comprare un abito a Spitafields market e non poter aspettare che sia la stagione giusta per metterlo. I significati nascosti delle ginocchia al petto. Imparare a cucinare il pesce e tornare a casa ad esercitarsi con la trota salmonata. Dover aspettare mercoledì per dare a Marta il regalo più bello di sempre. Le fatine che volano, i figli che mancano ma anche no, mangiare un bagel con falafel, salsa di mele e rocket salad. Progetti: in corso, futuri, impossibili, insomma proprio tutti. Il caso che ci ha fatto incontrare e quel modo di riconoscerci anche dopo anni, simili. I libri, tanti libri, persino le edizioni critiche.
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Scoprire che il più bel posto del mondo è quello dove ti senti a casa, e ti senti a casa tutte le volte che non hai bisogno di inventare una te migliore, perché quella che sei è sufficiente.

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Meno.

Sottoposto a una pressione costante o crescente, il soggetto esplode. Le variabili che determinano il tempo necessario a ottenere l’esplosione sono direttamente proporzionali al grado di pressione applicato e inversamente proporzionali alla condizione fisica del soggetto.
Sono inoltre classificati secondo il grado di idoneità i punti in cui l’applicazione della pressione ha più probabilità di indurre nel soggetto il risultato desiderato, cioè l’esplosione. Possono influire le condizioni ambientali, l’assenza di ossigeno, la presenza di gas o di altri soggetti nella medesima stanza; anche i rumori possono accelerare o depotenziare l’effetto che la pressione ottiene sul soggetto. L’esplosione non è l’unico effetto possibile. Alcuni soggetti, per esempio, si disintegrano. Si suppone che presentino impercettibili microfratture dell’involucro esterno che impediscono al soggetto l’accumulo dell’energia necessaria all’esplosione. Tali soggetti si definiscono “imperfetti”. Vengono scartati senza studi ulteriori.

Tutto si gioca nel rush finale. Parti-presto-arrivi-presto è una pia illusione, parti-tardi-fai-una-scorciatoia funziona solo per il capriccio del caso, che poi la scorciatoia non è che una strada un po’ più lunga, stretta tra i fossi, senza traffico, senza coda, senza fermate a meno che non ti venga incontro qualcuno e allora devi accostare e aspettare che l’altro prenda la misura tra il tuo e il suo specchietto. Sbam. Continua a leggere Meno.